{"id":11882,"date":"2023-11-08T10:15:52","date_gmt":"2023-11-08T09:15:52","guid":{"rendered":"https:\/\/localhost\/wordpress\/?p=11882"},"modified":"2023-11-08T10:15:52","modified_gmt":"2023-11-08T09:15:52","slug":"gli-antenati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oderzobasket.com\/?p=11882","title":{"rendered":"Gli antenati"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201c PALLA AL CESTO \u201c. La grande scritta in nero campeggiava gi\u00e0 negli anni trenta, sulla parete est, quella che d\u00e0 &nbsp;verso le Scuole Elementari Dall\u2019 Ongaro,&nbsp; dell\u2019 attuale Biblioteca Comunale, allora adibita a scuola avviamento. La parete delimitava un campo di gioco&nbsp; in terra battuta, che veniva utilizzato nelle ore di Educazione Fisica.<\/p>\n\n\n\n<p>Risale quindi al periodo fra le due guerre la storia della pallacanestro opitergina, con un inizio al femminile, in quanto la prima squadra agonistica era formata da ragazze, tra le quali la pi\u00f9 nota era la nostra pittrice Gina Roma. Naturalmente giocavano anche ragazzi, ma non risulta sia stato dato vita ad una squadra maschile organizzata.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine degli anni quaranta gi\u00e0 il campo non era pi\u00f9 utilizzato e il \u201cBasket \u201c, l\u2019 inglesismo era di moda, si giocava al Collegio Brandolini, in quanto molti studenti interni provenivano Venezia, dove la pallacanestro si praticava con continuit\u00e0. Il giocatore &nbsp;pi\u00f9 bravo, il pivot della nazionale Gavagnin, era un alunno di quella scuola.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente, utilizzando una palestrina 20\u00d710 e un campo all\u2019 aperto, nelle ore di educazione fisica e durante le ricreazioni, al Brandolini la pallacanesto era praticata anche da alcuni alunni esterni di Oderzo i quali, essendo frequentatori del Patronato Turroni&nbsp; chiesero ed ottennero, &nbsp;dall\u2019 allora assistente Don Antonio Rusalen, &nbsp;che venisse allestito un campo di Basket.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1957 fu formata la prima squadra di pallacanestro del Patronato, affiliata al Centro Sportivo Italiano, che essendo una polisportiva, faceva praticare agli aderenti, un po\u2019 tutti gli sport: calcio,&nbsp; pallacanestro, pallavolo, atletica leggera, ping pong.<\/p>\n\n\n\n<p>Se poi si aggiunge che molti facevano parte degli scout, ci si pu\u00f2 fare l\u2019 idea di cosa fosse allora il Patronato per la giovent\u00f9 opitergina.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo allenatore \u00e8 stato Adone &nbsp;Baron, che di professione faceva il tabaccaio.<\/p>\n\n\n\n<p>Non essendoci televisione, telefonini e distrazioni varie, non era infrequente che&nbsp; molti ragazzi del Patronato praticassero pi\u00f9 discipline sportive, partecipando anche nella stessa giornata, ad allenamenti &nbsp;o gare &nbsp;in diversi sport.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso, l\u2019 atleta pi\u00f9 noto \u00e8 stato Gianfranco Zigoni, che oltre che nel calcio, primeggiava nella pallacanestro, nella pallavolo e addirittura nel ping pong.<\/p>\n\n\n\n<p>Il campo all\u2019 aperto, prima in terra battuta, fu dotato poi di un manto in asfalto e in seguito di cemento.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni sessanta la squadra fu affiliata alla Federazione Italiana Pallacanestro e cominci\u00f2 a partecipare ai campionati ufficiali.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i&nbsp; primi giocatori si ricorda l\u2019 attuale presidente del Basket Pietro Dalla Torre, i fratelli&nbsp; Mian, Piero, Paolo e Keco, Lele Filipozzi, Casagrande detto \u201c Mao\u201d, i fratelli Franco e Antonio Tessarolo,&nbsp; Toni Battistella,&nbsp; Vittorino Cadorin, Franco Bincoletto, Giancarlo Bellin, Luciano Pavan, Gianni Girardi, Luciano Marchesin, Giovanni Merlo, Bepi Barbarotto.<\/p>\n\n\n\n<p>Le trasferte erano a Conegliano, Treviso&nbsp; e Portogruaro, S. Don\u00e0 le pi\u00f9 vicine, ma poi Castelfranco,&nbsp; Mestre, Venezia.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu ingaggiato un allenatore con tanto di patentino, il sig. Finottello di Mestre, si cominci\u00f2 a formare qualche squadra giovanile, anche a livello femminile,&nbsp; per dare continuit\u00e0 sportiva alla societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Le prime atlete del femminile furono Renata Tessarolo, l\u2019 unica che ha fatto carriera fino alla serie A, le sorelle Teot, le sorelle Nardari, &nbsp;&nbsp;Daniela \u201c Sinue \u201c Serafin, la&nbsp;Brunetta, Carla Damo, Marta Caberlotto, Daniela Nardin e altre, tutte avvenenti, dato che si faceva&nbsp; a gara per allenarle. Erano allenate dal &nbsp;Pres. Dalla Torre e poi fu fatto ricorso anche ad un allenatore esterno, il colonnello in pensione sig. Lo Russo&nbsp; che soleva dire. \u201c ..perdere, perdiamo spesso, ma le nostre ragazze fanno sempre un figurone\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Poi le nostre atlete diventarono anche brave, tanto che furono promosse in serie C e l\u00ec si blocc\u00f2 tutto: le trasferte lunghissime, i morosi\u2026( vedi sopra l\u2019 aggettivo avvenenti!), la scuola, per cui il settore femminile, giunto ad un traguardo di tutto rispetto, si sciolse come neve al sole. La neve ci fa ricordare che una delle ultime trasferte fu proprio&nbsp; a Cortina, con gran seguito di pubblico, pattinate sulla pista di ghiaccio al mattino e gara \u201c catastrofica \u201c il pomeriggio. &nbsp;Per\u00f2 \u201c ma che bella giornata!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque intanto la Pallacanestro maschile cominciava a ingrandirsi per numero di praticanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Un evento memorabile per la diffusione di questo sport fu la gara organizzata in piazza, con gli americani della Base di Vicenza. Il campo fu tracciato di fronte al bar Commercio e la strada, che allora costeggiava il bar, fu chiusa al traffico motorizzato.&nbsp; Gli atleti della base, quasi tutti di colore, alti, aitanti e vestiti di tute in raso luccicante, con i colori statunitensi,&nbsp; erano giunti nel primo pomeriggio di una domenica, anche per visitare Oderzo, fare un po\u2019 di passerella in modo da pubblicizzare l\u2019 incontro, esibendo &nbsp;dei tiri a canestro conditi da &nbsp;qualche schiacciata.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu un successo strepitoso!<\/p>\n\n\n\n<p>La sera di quella domenica, gi\u00e0 un\u2019 ora prima dell\u2019 inizio, la piazza era gremita all\u2019 inverosimile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201c PALLA AL CESTO \u201c. La grande scritta in nero campeggiava gi\u00e0 negli anni trenta, sulla parete est, quella che d\u00e0 &nbsp;verso le Scuole Elementari Dall\u2019 Ongaro,&nbsp; dell\u2019 attuale Biblioteca Comunale, allora adibita a scuola avviamento. 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