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CRONACHE DI VIENNA Coach Gambarotto racconta…

21/03/2016
Ore 14.00
E’ il day 1 del torneo, quello del viaggio, quello che tutti stavano aspettando. Occhiali da sole, tuta Basket Oderzo e si parte. Chi con le cuffiette, chi col cappellino da pescatore tutti pronti per la trasferta. 6 ore di viaggio sono lunghe, Vienna dista 550 km che però al contrario delle aspettative passano veloci, check-in allo Stadthalle (sede delle finali…) e poi via alla scuola dove si dorme: mezz’ora per capire da dove si entra, sistemazione, si fa per dire, dei ragazzi e tutti a letto. Il calendario ci è favorevole, giochiamo il pomeriggio successivo. Buona Notte!
22/03/2016
Ore 9.00
Ritrovo alla scuola, colazione modesta e passeggiata per i limitrofi del palazzetto, pranzo in mensa e via alla palestra. Anche qui qualche problema per capire dove si gioca, arriviamo all’impianto, sostanzialmente una  San Vincenzo con 1000  righe a terra, e si comincia il riscaldamento: guarda di qua, guarda di la, parla con gli organizzatori, morale della favola non ci sono palloni per il riscaldamento. Chiediamo palloni in prestito ai primi che capitano con un inglese modesto e, grazie anche all’intervento di Bobo e la sua abilità linguistica, si parte: gli avversari di turno sono i bavaresi del Monaco 1979. A guardarli in riscaldamento fanno paura, grossi, atletici; poi comincia la gara e scopriamo che non ci possono stare dietro: corriamo e pressiamo, loro faticano a starci dietro e pia piano il divario si allarga fino al 70/31 finale con i ragazzi che giocano bene insieme e Bruschi che segna 10 punti in un amen. La prima è andata! Doccia, camera, cena e ricena: purtroppo la mensa non ci sostiene a dovere, dobbiamo per forza alimentarci. Hotdog e passeggiatina per Stephansplatz.
23/03/2016
Ore 18.00
E’ tempo per gara 2 del girone, causa i concomitanti risultati una vittoria ci porterebbe direttamente alla fase eliminatoria. Gli avversari sono i Berlin Tiger. Prendiamo la gara sottogamba, le Tigri sono modeste e noi non ci diamo dentro: gioco lento, macchinoso e individualista, a fine 2/4 siamo 20 pari. Fortunatamente i ragazzi capiscono che non è il caso di scherzare e andiamo via, finisce 52/43 per noi ma nessuno è giustamente felice, sappiamo di aver fatto male e ci promettiamo che non deve più capitare. Cena e a letto, domani ci giochiamo il primo posto e sopratutto la possibilità di giocare una partita in meno il venerdì, non è il caso di scherzare
24/03/2016
Ore 10.30
Ora della palla a due, ora dello scontro al vertice, ora della verità. Ora di Mattersburg- Oderzo. Gli avversari austriaci sono seguiti da una ventina di tifosi, noi da una decina di genitori in torneo-vacanza ma non c’è storia: torniamo quelli del day 1, quelli aggressivi che non danno respiro in difesa e in attacco fanno girare come le trottole i malcapitati avversari, finisce 64/21, punto e a capo, primo posto nel girone. La felicità c’è ma è limitata, sappiamo che le partite più dure devono ancora arrivare. Pomeriggio di vacanza al Prater, anche se c’è chi comincia a sentire la stanchezza e riposa. Il gruppo però c’è, si gira tutti insieme, si scherza, si mangia, si conquistano cuori: il torneo è anche questo ed è giusto che i ragazzi se lo vivano al massimo.
25/03/2016
Ore 10.30
E’ la prima partita da dentro o fuori, si gioca in una nuova palestra ma i palloni mancano ancora, fortunatamente gli amici di Monaco ci prestano i palloni e tifano per noi. Bergische Löwen, squadra tedesca formata da 6 soli elementi, si rivela poca cosa, il nostro ritmo non permette agli avversari di rifiatare e alla lunga prendiamo le misure con la loro 2-3. Il risultato parla chiaro, passiamo al turno successivo vincendo 57-31, questo ci permette di far giocare tutti e soprattutto di distribuire lo sforzo, sarà fondamentale in previsione delle altre gare della giornata. Ci trasferiamo allo Stadthalle, vero cuore del torneo per il turno successivo e studiamo gli avversari da un’avvincente sfida tra i Timberwolves Vienna e AlfaOmega Roma, ne escono vincenti i capitolini, squadra esperta e navigata. Sarà la prima vera partita del torneo.
Ore 15.30
Tempo di derby dal sapore nostrano, i primi 2 quarti corrono in parità, loro sono molto più stagni di noi, giocano meglio a metà campo e ci imbrigliano, alterniamo le difese pressing e cominciamo a imporre il nostro ritmo, nel 3/4 la nostra freschezza fisica e qualche buona giocata di squadra ci permettono il break. Il 64/54 finale è frutto di qualche canestro da 3 punti a partita finita da parte loro. Abbiamo mostrato maturità e, anche se non era così scontato, ci siamo fatti trovare pronti, siamo in semifinale e cominciamo ad odorare l’impresa ma le avversarie si fanno sempre più forti e noi cominciamo a renderci conto che fisicamente e tecnicamente il livello sta salendo. Conterà solo la voglia d’ora in poi, insieme alla determinazione e alla squadra.
Ore 19.15
Dopo uno spuntino gentilmente offerto dai nostri accompagnatori, ci ritroviamo ancora in campo, è la terza partita in meno di 12 ore. Dopo il derby sale la consapevolezza, la motivazione, la carica. Guardiamo nell’altra metà campo, BBU 01, squadra di Ulm. Parliamo della cantéra di una squadra che fa Eurocup, e si vede; loro hanno fisico, specialisti nel tiro e un centro di 2.10. Ci guardiamo negli occhi e capiamo che ci vuole l’impresa: partiamo forte, convinti e andiamo fino al 23/13 a metà secondo quarto. Da qui loro ci prendono le misure, il loro attacco alla zona dipende dalle percentuali e sbagliano raramente, abbiamo la coperta corta, quando copriamo in area ci bucano dagli angoli. Andiamo sotto di 5, bomba di Bari ed è -2, palla recuperata e fallo subito di Carlone: la tensione è alta, i tifosi per la maggior parte contro ed è 0/2. Partita finita? No! Fallo sistematico e anche loro pagano la stanchezza e il pathos: 0/2, rimbalzo di Bari che attacca, batte il suo e subisce svariati contatti non sanzionati. Finisce in bufera tra le polemiche ma siamo felici: abbiamo dato tutto e la disperazione è mista a quell’orgoglio e a quella consapevolezza che ci danno serenità.
Ore 22.00
Baracchino degli hotdog, squilla il telefono di Nico “Gamba, è mio papà, ti vuole parlare”. “Dime Mauro…. ma dai, te par robe da dirme!?” Morale della favola: erano gli organizzatori del torneo, le altre due squadre si sono ritirate, giochiamo la finale. C’è chi dice che sia stato il karma… rimane il fatto che siamo in finale.
26/03
Ore 12.45
Stadthalle, per farvi capire un palazzetto di Oderzo un po’ più dispersivo, colmo di gente. Più del 50% ha una maglietta con la scritta BBU, capiamo che ci sarà il replay. Siamo tutti determinati a far vedere che la sera prima era stato un errore, meritavamo noi. Pronti via e cominciamo a inseguire, la partita all’inizio è l’esatto contrario di quella passata. Ma all’improvviso… Carlone e Nico bombardano, Matteo e Davide gestiscono, Bari mette atletismo, Bruce entusiasmo e il “pacchetto lunghi” tiene botta: Bobo col fisico, Sam con la rapidità, Edo con l’esperienza e Josh con l’atletismo. Si arriva di nuovo allo sprint finale: -2 e Carlone dalla lunetta, 2/2 davanti a 100 e passa persone che tifano contro e 11 secondi da giocare. Difendiamo alla morte e portiamo la gara ai supplementari. 49/49. Ma ci andiamo con lo spirito di chi sa di aver fatto un’impresa, da chi partiva battuto (lo diceva il risultato) e prende consapevolezza: i supplementari sono solo 2 minuti ma sono un predominio biancorosso, gli avversari non vedono il canestro e finisce in festa: ABBIAMO VINTO!!
Racconto in breve, vi scrivo il link, guardate direttamente la partita: http://livestream.com/seq/events/5057832
Ho finito le parole, ho finito il racconto ma ancora sento i brividi: grazie ragazzi, grazie staff, grazie accompagnatori e accompagnatrici. Sono cose che rimangono per sempre..
MG

 

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